Macco di fave

Macco di fave (maccu ri favi)

Il macco di fave è un piatto tipico della cucina siciliana che si prepara tradizionalmente per la festa di san Giuseppe e per questo viene denominato anche maccu di san Giuseppi.

Dosi e tempi di preparazione

  • Dosi per: 4 persone
  • Tempo di preparazione: 15 minuti
  • Tempo di cottura: 1 ora
  • Complessivamente: 1h 15m

Presentazione

Fra i piatti specificatamente appartenenti alla tradizione gastronomica siciliana possiamo trovare il macco di fave, preparazione dalle tante possibili variazioni.

Ogni famiglia, infatti, prepara questa ricetta a modo proprio, bilanciando e usando gli ingredienti in modo difforme rispetto agli altri.

Una minestra che si adatta alle stagionalità, alle zone di provenienza e alle materie prime a disposizione dello chef.

Si tratta di una minestra davvero intramontabile della storia alimentare dell’isola del sole, una ricetta propriamente siciliana apprezzata anche dai palati più particolari.

Con pochi ingredienti realizzerete il macco di fave, una minestra perfetta da gustare specialmente nelle fredde serate invernali.

Il macco di fave è un piatto specifico della tradizione povera siciliana, originario principalmente dell’agrigentino; una zuppa di fave secche aromatizzata al finocchietto selvatico e, a piacere, impreziosita con le verdure.

Le fave secche si mettono ammollo ad acqua e bicarbonato la sera precedente e si cuociono fino ad raggiungere una gustosissima crema.

Il macco di fave si può servire in tavola come una vellutata con dei crostini di pane ovvero come una zuppa dove si può cuocere la pasta.

Il macco si prepara utilizzando delle ottime fave secche e con il finocchietto selvatico che cresce rigoglioso nelle campagne siciliane nei mesi piovosi.

La fava è una pianta originaria dell’Asia ampiamente presente in Europa.

I suoi semi sono ricchi di minerali come il calcio, il fosforo, il sodio, il potassio, il ferro, il magnesio, lo zinco, il manganese, il rame ed il selenio. ancora, le fave sono ricche di vitamine del complesso B e di vitamina C.

Insostituibile nella tradizione culinaria siciliana, il finocchietto selvatico dà un gusto speciale alle pietanze.

Questa pianta profumata si può anche assaporare sotto forma di tisana per beneficiare delle sue caratteristiche in grado di apportare vantaggi al nostro organismo, in particolare in caso di patologie del tratto gastro-intestinale.

Sono dozzine gli usi del finocchietto selvatico nella cucina siciliana, in primis ricordiamo la pasta con le sarde e, per l’appunto, il macco di fave.

La consistenza pastosa delle fave si abbina grandiosamente con il sapore fortemente aromatico del finocchietto selvatico rendendo questo primo piatto una vera squisitezza!

Il sapiente uso degli ingredienti fa di questa ricetta un piatto sublime.

Chi può resistere a una ghiotta seduzione come il macco di fave? Ai fornelli quindi, e buon appetito!

Se amate le minestre, fatevi ispirare dalle nostre proposte. Potrete navigare da una ricetta come la zuppa di patate e porri, a una ricetta come la minestra di fagioli borlotti (pasta ca fasola ‘ncirata) passando per il brodo di coniglio.

Altre ricette gustose

Ingredienti

Preparazione

Per preparare il macco di fave occorre innanzitutto mettere a bagno, per tutta la notte, le fave secche sgusciate.

Il giorno dopo cuocerle in abbondante acqua salata con cipolla, sedano e finocchietto selvatico.

A cottura quasi ultimata vi sono due opzioni:

  • unire la pasta (si consigliano spaghetti spezzettati oppure ditalini lisci, i c.d. “attuppateddi”);
  • aggiungere le bietole bollite a parte.

In ogni caso, finire di cuocere sempre rimestando e aggiungere abbondante olio extra vergine di oliva.

Servire in tavola il macco di fave caldissimo aggiungendo una spolverata di pepe nero macinato al momento e un filo di olio extravergine di oliva a crudo.

Abbinamento

Abbinamento

Suggeriamo, come abbinamento, di accompagnare il macco di fave a un buon bicchiere di Contea di Sclafani rosso novello.

Si tratta, in particolare, di un un vino fermo dal colore rubino più o meno intenso con riflessi violacei, odore fine e gradevole, sapore armonico e strutturato.

Temperatura di servizio compresa generalmente fra i 16 e i 18 gradi.

Servire in calici ballon. Far decantare prima di servire in modo da consentire al vino di respirare e di ammorbidirsi.