Sale marino di Trapani

Sale marino di Trapani
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Il sale marino di Trapani è un sale di altissima qualità che nel 2011 ha ottenuto l’indicazione geografica protetta.

Esso si produce unicamente in provincia di Trapani; in particolare nel territorio dei comuni di Trapani, Paceco e Marsala.

Il sale marino di Trapani si ottiene con il criterio della precipitazione frazionata dei composti e degli aggregati racchiusi nell’acqua del mare tramite evaporazione.

Caratteristiche

Il sale marino di Trapani IGP è un prodotto completamente naturale.

Esso si estrae senza ricorrere all’utilizzazione di conservanti, sbiancanti o anti agglomeranti. Si ottiene così dall’estrazione un sale particolarmente puro.

Per questo motivo esso costituisce un prodotto rinomato e fortemente ricercato dalle industrie conserviere nazionali e internazionali.

Trattandosi di un sale alquanto dotato di magnesio, tra le sue caratteristiche vi è inclusa altresì la massima solubilità.

Produzione

Il sale marino di Trapani si estrae nelle saline, le quali marcano in modo caratteristico il territorio trapanese. Esse, unitamente ai mulini a vento, costituiscono il simbolo della città di Trapani.

Le saline sono formate da un complesso di vasi comunicanti riforniti dall’acqua pulita del mare dell’Area Marina Protetta delle Isole Egadi. Questa si trova giusto di fronte alla fascia costiera in cui si trova il bacino di estrazione del sale marino di Trapani IGP.

Esse si dividono in quattro ampi gruppi di vasche comunicanti fra di loro, dove si realizza un graduale sviluppo dell’evaporazione e mutamento delle acque del mare.

Le vasche della prima area, che è la zona contigua al mare, sono denominate “fridde”, le vasche delle due aree centrali sono denominate “di coltivo” e “caure” mentre quella terminale, dove termina la progressiva fase di alterazione, è denominata “salante” o “cristallizzante”.

Il sapiente lavoro dei curatoli

Il procedimento di produzione è marcato dalla diligente partecipazione degli specialisti del sale (c.d. “curatoli”) che regolano accuratamente tutte le varie fasi del ciclo produttivo.

Essi con la loro grande esperienza convogliano l’acqua del mare di vasca in vasca facendo sì che essa si addensi gradualmente fino ad estrarne i pregiati contenuti nelle vasche salanti.

Le peculiarità del sale sono variabili in funzione dei venti a cui sono soggette le singole saline. Ancora, esse dipendono anche dalle caratteristiche dei fondali delle saline dove il sale si addensa.

E non solo, dentro la stessa salina è possibile ottenere qualità di sale diverse da vasca a vasca ma pure dentro la medesima vasca salante è possibile ricavare qualità di sale con peculiarità diverse.

Ad esempio, il sale che si addensa nel centro della vasca cristallizzante ha ogni volta dei cristalli alquanto grandi. Questo è il sale più apprezzato e puro, al contrario di quello che si posa nei margini; che è un sale parecchio più fino ma complessivamente meno pulito.

La raccolta

La raccolta si compie a mano (fino a tre volte nell’arco del medesimo ciclo produttivo) oppure mediante l’utilizzazione di dispositivi meccanici (solo una volta all’anno o a cicli pluriennali).

Il sale radunato a mano si preserva per la stagione invernale sotto i caratteristici “coppi” (tegole) di terracotta, di modo che gradualmente possa perdere l’umidità restante.

Successivamente si passa alla fase di “scrostatura”. In questa fase la crosta posta sopra a ogni mucchio si elimina fino a uno spessore pari 1-2 cm, prima del trasloco negli impianti di condizionamento e confezionamento.

Per la raccolta con mezzi meccanici, al contrario, si ricorre all’aiuto di appropriate apparecchiature di raccolta.

Queste si immettono in vasca per rimuovere la crosta di sale accumulatasi nel corso di tutta la stagione.

Le metodologie di manifattura contemplano:

  • il bagno controcorrente in acqua ricolma di sale;
  • la centrifugazione;
  • la molitura meccanica in mulini di pietra locale o a cilindro di acciaio inox;
  • l’essiccamento in forni con temperature fino a 250° C;
  • la setacciatura meccanica.

Storia del sale marino di Trapani

L’esistenza delle prime saline trapanesi è riconducibile all’era fenicia.

Denominato in quel tempo “oro bianco”, per tutto il primo millenio a.C. i fenici possederono il commercio esclusivo del sale.

Il primo reale attestato dell’esistenza di saline nell’area del trapanese si fa però ricondurre a svariati secoli dopo, in particolare al riferimento contenuto nell’opera del geografo arabo Abd Allah Muhammad, risalente al 1154.

Dal 1440 le saline furono concesse in gabella e ciò ne rese possibile l’estensione nella fascia costiera trapanese. Ciò causò come effetto positivo il potenziamento del porto di Trapani, da cui partivano per gli itinerari europei le navi colme del pregiato elemento.

Al giorno d’oggi tutto il corso degli eventi che ha caratterizzato questa meravigliosa produzione si trova accessibile in mostra al Museo del Sale di Nubia.

Benefici del sale marino sul nostro organismo

Il sale marino integrale è ritenuto in medicina un coadiuvante della naturale alimentazione. Esso costituisce un impagabile toccasana per molteplici deficit di sostanze che possono generare disfunzioni ormonali, ghiandolari e nervose.

Il c.d. “magnesio vivo” e il potassio contenuto nel sale marino integrale sono per esempio di gran lunga più efficaci dei numerosi sali inorganici in commercio nelle farmacie.

Perfino lo iodio del sale integrale “vivo” presenta importanti effetti benefici sulla tiroide. E ciò senza generare nessuna conseguenza negativa sulla salute, a differenza dello iodio c.d. “morto” (quello che si ottiene cioè con procedimenti chimici).

Il sale integrale, diversamente da quello raffinato, comprende a dir poco l’80% degli elementi contenuti nell’acqua di mare.

A parte il sodio e il cloro, nel sale integrale è possibile riscontrare la presenza di impurità minerali (come per esempio ferro, iodio, zinco, magnesio e via discorrendo; la lista è piuttosto lunga), grandemente favorevoli al mantenimento di un buono stato di salute.

Queste impurità, unitamente ad altri minerali e vitamine presenti nel nostro corpo, hanno effetti molto benefici sul nostro organismo.

Per esempio, per l’uso dello iodio (utile alla tiroide) necessitiamo del rame, mentre il magnesio, il manganese e il potassio sono di ausilio al silicio (utile per le ossa e per i tessuti connettivi).

Alcuni studiosi sostengono che queste sostanze, particolarmente quelle “traccia”, siano più rilevanti delle stesse vitamine nella salvaguardia dalle patologie.

Ovviamente, è necessario utilizzare il sale con parsimonia, in quanto un uso eccessivo è dannoso per la nostra salute. L’uso eccessivo è infatti associato a ipertensione arteriosa e all’aumento del rischio di insorgenza di malattie cardiache e di ictus.

Utilizzo in cucina

​​Il sale marino di Trapani IGP ha una colorazione bianca e si presenta con cristalli compatti e grani di svariate misure.

Esso può avere diversi usi in gastronomia. Si può usare nella preparazione del pesce (orate, dentici, branzini), dove il pescato si cuoce all’interno di una crosta di sale, o può essere impiegato per condire la selvaggina.

Il sale marino di Trapani è altresì un ottimo insaporitore che si presta a essere utilizzato in qualsiasi ricetta che richieda l’impiego del sale.

Modi di dire e proverbi che hanno a tema il sale

Olio, ferro e sale mercanzia reale.
Bisogna far lo sciocco per non pagar il sale.
Chi fa male, guadagna un carro di sale, e chi fa bene guadagna un carro di fieno.
Olio, aceto, pepe e sale, sarebbe buono uno stivale.
Prima di scegliere l’amico bisogna averci mangiato sale sett’anni. Una versione tutta trapanese di questo proverbio recita che “pi canusciri un cristiano ci vonno sette sarme di sale”.