Sfincione bagherese

sfincione bagherese
Fonte della foto: pagina Facebook del Panificio Ragusa di Bagheria

Lo sfincione bagherese è una preparazione tipica del periodo natalizio della città di Bagheria.

Dosi per: 4 persone
Tempo di preparazione: 2 ore
Tempo di cottura: 40 minuti
Tempo complessivo: 2 h:40 m

Sfincione bagherese: presentazione

Lo sfincione è uno dei prodotti da forno siciliani più caratteristici, tipico della parte occidentale dell’isola e di Palermo in particolare.

A pochi chilometri dal capoluogo è però possibile gustare una delle sue più saporite varianti, quella che si prepara a Bagheria, incantevole cittadina nota come “città delle ville” nonché patria del grande pittore Renato Guttuso.

Lo sfincione bagherese si differenzia tuttavia da quello palermitano per l’assenza del pomodoro e ve ne sono due varianti, una con la tuma (o con il pecorino primosale) e l’altra con l’aggiunta della ricotta.
Entrambe le versioni dello sfincione bagherese si caratterizzano per l’uso di abbondante cipolla e pangrattato.

Si tratta di una preparazione da forno che al giorno d’oggi si può reperire con facilità nei migliori panifici di Bagheria in qualsiasi periodo dell’anno. Tradizionalmente, lo sfincione bagherese è però un tipico cibo del periodo natalizio. La tradizione impone infatti che lo si prepari a partire dalla vigilia della festa dell’Immacolata fino al giorno dell’Epifania. In passato costituiva uno dei piatti forti del cenone di Natale.

Ingredienti per la pasta:

500 g farina tipo 00
20 g lievito di birra
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
un pizzico di sale marino di Trapani

Ingredienti per il condimento:

3 cipolle bianche di media grandezza
250 g di tuma o di formaggio pecorino primosale
1 barattolino di acciughe sottolio
origano
sale marino di Trapani
pepe nero macinato al momento
pangrattato ottenuto da pane fresco
pecorino siciliano stagionato grattugiato

Sfincione bagherese: preparazione

Per preparare il delizioso sfincione bagherese è necessario innanzitutto preparare l’impasto.
Porre a tale scopo la farina in una spianatoia, allargarla al centro e unire il lievito di birra unitamente a un po’ d’acqua e ai due cucchiai di olio extravergine di oliva.

Lavorare la pasta aggiungendo gradatamente la necessaria quantità di acqua e il sale fino a ottenere un composto morbido e omogeneo.

A lavorazione ultimata, depositare l’impasto in una ciotola capiente e avvolgerla in una coperta per favorire la lievitazione, che dovrà durare per un’ora e mezza.
A lievitazione ultimata la pasta dovrà aver raddoppiato quasi il proprio volume.
Affettare finemente le cipolle e soffriggerle a fuoco moderato in abbondante olio extravergine di oliva, avendo cura di evitare che si brucino.

Dopo una decina di minuti scarsi aggiungere quindi un terzo circa del barattolino di acciughe e farle scogliere assieme alle cipolle.

Quando le cipolle saranno cotte e le acciughe si saranno sciolte, versare il contenuto della padella in un recipiente facendo in modo che nella padella stessa resti un poco di olio, nel quale andrà fatto tostare il pangrattato.

Ungere una teglia con l’olio extravergine di oliva e stendervi la pasta schiacciandovi dentro le acciughe che sono rimaste tagliate a pezzetti. Aggiungere quindi uno strato di formaggio pecorino primosale (o di tuma, a secondo della vostra preferenza).

Spolverare adesso lo sfincione con un’abbondante quantità di pecorino siciliano stagionato grattugiato, col pepe nero rigorosamente macinato al momento, con un pizzico di origano e con il pangrattato tostato.
Aggiungere un po’ di olio extravergine di oliva e mettere in forno a 200 gradi per una quarantina di minuti.

A cottura ultimata servire infine lo sfincione bagherese caldo in tavola per la consumazione.

Sfincione bagherese: abbinamento

Abbinamento

Suggeriamo di abbinare lo sfincione bagherese a un buon bicchiere di Contessa Entellina Rosso, un vino dal profumo intenso e dal sapore asciutto e vellutato che ben si sposa con questa ricetta. Temperatura di servizio fra i 16 e i 18 gradi.